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Centrale Rischi e Rating: tutto quello che devi sapere

Centrale Rischi

In Italia il tessuto economico è caratterizzato dalla presenza di una maggioranza di imprese (non solo PMI) strutturalmente sottocapitalizzate o che, comunque, fanno del ricorso al credito bancario la principale fonte di finanziamento del business.

In questo contesto il Rating e, uno dei suoi principali contributori, la Centrale Rischi di Banca d’Italia rappresentano due elementi chiave, contribuendo a definire l’affidabilità aziendale all’interno del processo di concessione di un finanziamento bancario.

Comprenderli a fondo è imprescindibile, se l’obiettivo è migliorare il dialogo con le banche e rendere più fluido e agevole l’accesso al credito.

Nell’articolo cercheremo quindi di comprendere come utilizzare in modo strategico i dati della Centrale Rischi per generare un impatto positivo sul Rating attribuito alla tua azienda.

 

Che cos’è il Rating

Il “Rating”, che le banche assegnano alle imprese affidate, è una valutazione sintetica della solvibilità aziendale. Esprime infatti quantitativamente la probabilità di insolvenza (PD = probability of default) associata ad una specifica controparte.

Tipicamente le aziende che fanno ricorso alla leva finanziaria vengono sottoposte dai loro istituti di credito ad un processo istruttorio volto a valutare la capacità di generare flussi di cassa coerenti con il servizio del debito; in parole semplici, lo scopo è accertare se saranno in grado di restituire capitale e interessi con regolarità e puntualità.
In questo contesto il Rating  assume grande rilevanza: rappresenta infatti l’indicatore chiave dell’affidabilità finanziaria della tua azienda e, come tale, influenza in modo determinante sia la possibilità di accedere al credito che il relativo pricing.
Calcolato sulla base di modelli statistico-matematici, il valore assunto dal Rating è fortemente condizionato dall’elaborazione di dati oggettivi e misurabili (più avanti li andremo ad analizzare).

 

Come viene assegnato il Rating alle imprese

All’atto della valutazione finalizzata alla concessione del primo appoggio creditizio o alla revisione annuale degli affidamenti concessi, le banche assegnano (o aggiornano) la classe di Rating associata ad ogni azienda affidata e con essa la probabilità che diventi insolvente entro i dodici mesi successivi.

Questa attività, fondamentale per la solidità del sistema bancario, può essere condotta secondo due approcci:

  1. ricorrendo ad un Rating esterno, determinato da società specializzate;
  2. utilizzando un modello interno, sviluppato dalla stessa banca e costruito su lunghe serie storiche di dati relativi al portafoglio clienti. (NB: l’applicazione operativa del modello richiede sempre la preventiva validazione da parte di Banca d’Italia).

Una volta calcolato il Rating, l’impresa viene inserita in un cluster dove tutte le aziende sono considerate equivalenti in termini di rischio (probabilità di default) e di condizioni economiche applicabili.

In pratica, ad ogni classe di Rating corrisponde un livello di pricing coerente con la maggiore o minore rischiosità della controparte; ecco perché, se l’obiettivo è quello ridurre gli oneri finanziari, il focus va posto sulle azioni da compiere per migliorare il Rating aziendale.

 

Perché si utilizza il Rating

In seguito alla crisi del 2008 e alle sue gravi ripercussioni sul sistema finanziario (in primis sulle banche), la concessione del credito ha richiesto il rispetto di requisiti e regole molto più stringenti.

Il processo di valutazione dell’affidabilità creditizia, così come lo conosciamo oggi, ha preso forma con l’applicazione degli Accordi di Basilea, una regolamentazione scritta per gli istituti di credito, ma con un forte impatto proprio su chi il credito lo richiede per sostenere la propria attività.

Gli Accordi, giunti oggi alla loro terza revisione e applicati da tutte le Banche Centrali dei maggiori Paesi europei, hanno stabilito un metro comune per la valutazione del rischio di credito, introducendo un set di regole che creano un rapporto diretto tra:

  • la quota di capitale “assorbita” per la banca a fronte del singolo prestito concesso
  • il livello di affidabilità dell’azienda beneficiaria di tale prestito (sinteticamente espresso dal Rating).

Quali sono le dirette conseguenze?

Oggi le banche, per salvaguardare il proprio capitale, sono indotte a:

  1. indirizzare i finanziamenti verso le imprese con Rating migliori, contenendo o azzerando il supporto finanziario ad imprese con rating deteriorati
  2. applicare tassi di interesse più elevati alle aziende con Rating peggiori, riservando i pricing più favorevoli solo alle imprese con rating eccellenti.

Ecco perché agire per difendere o migliorare il proprio Rating diventa di vitale importanza per le imprese che dipendono dal credito bancario.

 

Le classi di Rating

Sul mercato esistono soggetti istituzionalmente preposti (agenzie specializzate) all’emissione di Rating relativi a società o enti governativi e non. Le agenzie più conosciute sono: Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch Ratings.

A titolo esemplificativo riportiamo di seguito una tabella riepilogativa delle classi di rischio utilizzate da questi colossi del Rating.

Classi di rating

Rispetto a questo schema, i sistemi di classificazione adottati nei modelli interni sviluppati dalle banche differiscono per aspetti di natura più formale che sostanziale. Alcuni, ad esempio, identificano le classi di rischio utilizzando una scala numerica (da 1 a 10).

Il passaggio da una classe all’altra, definita in gergo ‘notching’, avviene in seguito alla raccolta e all’analisi di informazioni di tipo economico-finanziario (bilanci), e/o qualitativo e/o comportamentale.

Tra le classi di Rating esiste una linea di demarcazione:

  • le classi da BBB in su vengono definite ‘Investment Grade’ e identificano cluster di aziende più sicure per i finanziatori;
  • le classi da BB in giù prendono invece il nome di ‘Speculative Grade’ o ‘Junk’ e individuano imprese che dovranno sopportare termini di accesso al credito più sfavorevoli Questo non significa che le imprese appartenenti a questi cluster non saranno finanziate ma che il pricing del prestito sarà sicuramente più elevato.

E’ importante ricordare che stiamo parlando di rischio d’insolvenza: quanto più elevata è la probabilità, tanto più le banche dovranno aumentare il pricing applicato per coprire le perdite relative ad aziende che, avendo lo stesso Rating, statisticamente andranno in default nell’arco di 12 mesi.

 

Perché è importante il Rating

Quante volte hai sentito dire, o magari hai pensato, che oggi accedere al credito è difficile (soprattutto in Italia)?

In parte è vero.

Le nuove e più stringenti regole richieste alle banche hanno reso più difficoltoso l’accesso al credito per tutte le imprese con un business valido (quindi potenzialmente meritevoli) ma contraddistinte da un assetto finanziario fragile e soprattutto ‘disordinato’, al punto da farle risultare non affidabili.

D’altra parte va però rilevata anche la diffusa mancanza di consapevolezza, da parte delle imprese, circa le informazioni che indirizzano le decisioni assunte dagli istituti di credito.

Qui il Rating  rappresenta uno strumento fondamentale per l’impresa e può essere considerato un vero e proprio feedback sul suo stato di salute finanziaria.

Comprendere quali sono le variabili chiave incluse nell’algoritmo di Rating e valutate dalle banche in fase di assunzione di delibera, ti aiuterà a comprendere quali azioni compiere per migliorare il grado di affidabilità finanziaria della tua azienda, ponendo le basi per un upgrade nel rapporto fiduciario con i tuoi partner finanziari.

 

Quali informazioni influenzano il Rating

Innanzitutto va precisato che il Rating non è condizionato dall’entità degli affidamenti in gioco, ma da una serie di informazioni che insieme permettono di stimare la maggiore o minore  capacità di rimorso di un prenditore.

Le informazioni che determinano il Rating assegnato ad un’impresa sono riconducibili a due macro-tipologie:

  • informazioni qualitative
  • informazioni quantitative, comprendenti:
    • i dati di bilancio (i ratios economico-finanziari)
    • i dati andamentali (le interazioni con il sistema bancario)

 

Componenti e pesi Rating

Vediamole nel dettaglio.

 

Le informazioni qualitative

Si tratta di informazioni che esulano dai dati contabili e riguardano invece la formula competitiva dell’impresa e il contesto globale in cui opera.

Nelle analisi qualitative vengono presi in considerazione aspetti come:

  • il quadro economico macro e settoriale
  • il mercato di sbocco e la concorrenza
  • il posizionamento del business
  • la qualità del management
  • la storia aziendale.

Queste informazioni vengono acquisite mediante il ricorso a questionari interni, compilati dai gestori di relazione nel corso del periodico scambio di informazioni tra banca e impresa.

All’interno dell’algoritmo di Rating, il loro impatto però è decisamente contenuto.

Il Rating calcolato per la tua azienda dipende quindi per lo più dalle  informazioni quantitative: bilancio e dati andamentali.

 

Le informazioni quantitative: il bilancio d’esercizio

Il bilancio o, per meglio dire, i bilanci (storici e prospettici) di un’azienda rappresentano una componente essenziale del Rating, in quanto contengono informazioni preziose per valutare la natura, l’entità e la durata del fabbisogno finanziario d’impresa.

Le informazioni acquisibili dai ‘conti aziendali’ riguardano tipicamente il trend dei ricavi, la struttura dei costi, il livello di redditività operativa, l’onerosità della gestione finanziaria, la dimensione, l’evoluzione del CCNO (capitale circolante netto operativo) e il grado di indebitamento.

Grazie a questi dati, la banca può:

  • misurare la sostenibilità del fabbisogno finanziario connesso ad esempio a uno specifico investimento
  • decidere in merito al mantenimento o meno delle linee di credito in essere.

Avere un “buon” bilancio d’esercizio è sicuramente importante ma l’azienda non deve cadere nell’errore di sottovalutare un’atra serie di informazioni di natura quantitativa il cui impatto sul Rating risulta assai rilevante.

 

Le informazioni quantitative: i dati andamentali

I dati andamentali raccontano la “storia creditizia” della tua azienda, il suo comportamento finanziario, frutto dell’interazione nel tempo con il  sistema bancario.

Si tratta di informazioni oggettive e, a differenza del bilancio, aggiornate mensilmente.

Impattano quindi sensibilmente sui sistemi di monitoraggio e di “early warning” delle banche e, al manifestarsi di anomalie o criticità, causano l’avvio immediato di revisioni approfondite della relazione creditizia.

Tutto ciò indipendentemente dalla solvibilità espressa nell’ultimo bilancio disponibile per la banca che rimane comunque un documento di parte, soggetto a politiche aziendali e che di norma contiene dati non così aggiornati.

Se la storia creditizia della tua azienda non è impeccabile o, peggio, mostra segnali di irregolarità o trend anomali, il Rating non potrà rimanerne indenne.

A titolo esemplificativo, il focus dovrà essere costantemente rivolto a dati quali:

  • la frequenza, la durata, l’ammontare di sconfinamenti e scaduti
  • la puntualità nel rimborso di finanziamenti a m.l.t.
  • l’elasticità di utilizzo di affidamenti di cassa
  • il grado di saturazione delle linee di credito accordate
  • i livelli di insolvenza manifestati dal portafoglio commerciale
  • la riserva di credito disponibile.

Le banche estrapolano in maniera automatica queste informazioni dai dati presenti nella Centrale Rischi di Banca d’Italia.

Oggi anche tu puoi far diventare i dati andamentali un potente alleato per la tua impresa. Vediamo come.

 

Che cos’è la Centrale Rischi di Banca d’Italia

La Centrale Rischi (o più semplicemente CR) è una banca dati che raccoglie tutte le informazioni relative ai debiti che le imprese (e le persone fisiche) detengono nei confronti di banche e società finanziarie.

Si tratta di informazioni che il sistema bancario e Banca d’Italia si scambiano con flussi mensili. Sono quindi costantemente aggiornate. Se la tua impresa ha fatto ricorso o ricorre al credito bancario per il finanziamento dell’attività tutti i relativi dati, sia positivi che negativi, sono quindi presenti negli archivi della CR.

Le informazioni raccolte dalla CR riguardano solo linee di credito (o utilizzi) di importo pari o superiore a 30.000 euro, a meno che l’azienda non risulti a “sofferenza”: in tal caso la soglia si riduce a 250 euro.

In sintesi: la Centrale Rischi è lo strumento chiave a disposizione delle banche nel processo di valutazione e monitoraggio del rischio di credito associato alla tua impresa. Ne consegue che quanto più positive saranno le tue segnalazioni in CR:

  • tanto più agevole e fluido sarà ottenere la delibera del finanziamento richiesto
  • tanto più favorevoli saranno le condizioni economiche applicate.

Oggi il flusso informativo dei dati CR è disponibile su base mensile, non solo per le banche, ma anche per le imprese: acquisirlo sistematicamente permette di attivare un presidio efficace dell’indebitamento finanziario aziendale.

 

Chi ha davvero bisogno di consultarla?

La Centrale Rischi è una ‘miniera d’oro’ per CFO, responsabili finanziari, tesorieri e tutti coloro (inclusi gli stessi imprenditori) che all’interno dell’azienda vogliono comprendere e tenere sotto stretto controllo tutte le informazioni che influenzano il merito di credito.

Ognuna di queste figure ha oggi la concreta possibilità di:

  • accedere facilmente alle informazioni relative alla CR aziendale
  • analizzarle
  • attivare azioni che producano la tempestiva risoluzione di possibili criticità (anche piccole) o la rettifica di eventuali errori di segnalazione.

Per acquisire la CR aziendale, sono sufficienti 3 semplici step:

  1. effettuare la registrazione sul portale di Banca d’Italia dedicato ai servizi online (arteweb.bancaditalia.it)
  2. selezionare l’arco temporale di indagine (nb: il nostro suggerimento è di acquisire le segnalazioni degli ultimi 36 mesi, così da garantire il perfetto allineamento con i dati in possesso delle banche)
  3. scaricare gratuitamente il documento in formato PDF della CR aziendale.

All’interno del documento troverai una grande quantità di informazioni relative ad accordati, utilizzi, sconfinamenti, garanzie, anomalie, ecc. suddivise per macro-tipologia di rischio, istituto di credito e forma tecnica.

Sul portale ArteWeb di Banca d’Italia, oltre ad acquisire il PDF della CR, è anche possibile (e consigliabile) attivare l’abbonamento gratuito per ricevere gli aggiornamenti mensili direttamente all’indirizzo PEC aziendale.

Purtroppo molte aziende ignorano questa grande opportunità messa a disposizione da Banca d’Italia (leggi qui l’articolo che abbiamo dedicato al tema).

 

Un alleato strategico (ancora sottovalutato)

Le informazioni contenute nella Centrale Rischi, se ben trattate, possono fornire un formidabile contributo alla costruzione di un rapporto stabile e di valore con i tuoi istituti di credito.

Ricorda che le banche decidono sulla base dei dati, soprattutto dei dati connessi a comportamenti relativi al “passato”. Il futuro infatti non è noto. Possono solo fare previsioni che saranno giocoforza condizionate da quanto è già successo.

Ecco perché le aziende consapevoli dei propri numeri e dei propri comportamenti avranno sempre un accesso più agevole al credito.

 

Quali sono dunque gli ostacoli da superare?

Fondamentalmente gli ostacoli sono 2:

  1. non acquisire i dati (in maniera regolare)
  2. non saperli leggere con la lente delle banche

Relativamente al primo va ricordato che, fino ai due recenti interventi di Banca d’Italia, in effetti i dati CR non erano acquisibili con la facilità e la tempestività che viene invece garantita oggi grazie al portale online e alla possibilità di attivare l’abbonamento annuale gratuito che assicura  anche il costante aggiornamento dei dati. Oggi quindi non ci sono più alibi.

In merito al secondo ostacolo relativo all’interpretazione e all’uso dei dati, come abbiamo già accennato, il PDF scaricabile da Arteweb pecca sotto il profilo della fruibilità: la ricchezza di informazioni e il modo in cui sono organizzate lo rendono infatti un documento molto articolato e poco intellegibile.

Il PDF della Centrale Rischi, lo ribadiamo, è senza dubbio il documento più completo per analizzare e presidiare la salute finanziaria aziendale, uno strumento irrinunciabile per un’impresa moderna e ben gestita.

Così come è reso disponibile da Bankitalia, risulta però un documento faticoso da metabolizzare, assorbe grande disponibilità di tempo, presuppone competenza, richiede continuità di utilizzo.

Ne consegue una reale difficoltà a focalizzarsi solo sulle aree d’indagine più significative ed estrapolare le informazioni chiave che, rielaborate e integrate nella gestione finanziaria aziendale, permetteranno di svolgere l’attività di prevenzione necessaria a:

  • affrontare prontamente eventuali criticità (approccio tattico)
  • implementare strategie volte al miglioramento del complessivo profilo di rischio aziendale (approccio strategico).

 

La Centrale dei Rischi e MonitorCR

Mantenere un forte presidio dell’indebitamento finanziario aziendale, sfruttando a proprio vantaggio gli stessi strumenti utilizzati dalle banche (e oggi facilmente disponibili grazie all’impegno di Banca d’Italia), è essenziale per le imprese che vogliono evitare criticità nel mantenimento di un accesso al credito fluido ed efficiente.

MonitorCR è una soluzione dinamica e interattiva, creata da MF CentraleRisk, per rispondere alle esigenze di imprese moderne e studiata sulla base dell’esperienza maturata dal nostro team all’interno del sistema finanziario.

Grazie a MonitorCR le imprese possono:

  • effettuare ogni mese la diagnosi completa della propria salute finanziaria
  • individuare a colpo d’occhio le aree di miglioramento (senza dover estrapolare faticosamente le informazioni chiave dal PDF)
  • abbattere dell’80% il tempo di elaborazione e analisi dei dati CR,
  • intercettare tempestivamente eventuali segnalazioni errate e comunicarle all’intermediario di riferimento
  • presidiare efficacemente il trend dell’indebitamento aziendale, utilizzando le stesse informazioni scambiate dal sistema bancario.

Importando mensilmente il PDF della propria Centrale Rischi il sistema restituisce un’analisi personalizzata e di agevole lettura della complessiva posizione finanziaria aziendale.

La rappresentazione dei tuoi dati CR subirà una netta trasformazione.

Se prima ti trovavi davanti a un documento complesso, statico, privo di analisi:

Leggere la Centrale Rischi

ora puoi cambiare prospettiva e ottenere un sistema agile, interattivo e di facile utilizzo:

MonitorCR - Analisi Consolidata


MonitorCR - Scoring Analisi Complessiva

Conclusione: perché è importante presidiare la Centrale Rischi

Oggi l’accesso al credito richiede il rispetto di requisiti e regole molto più rigide e le banche, per salvaguardare il proprio capitale, indirizzano i finanziamenti verso le imprese che hanno i Rating migliori.

Il valore assegnato al Rating aziendale è fortemente influenzato dai dati andamentali, ossia i dati connessi al ‘comportamento finanziario’ tenuto dal debitore nel tempo e raccolti nell’archivio della Centrale Rischi di Banca d’Italia (la storia creditizia).

Le informazioni raccolte dalla Centrale Rischi, se trattate con sistematicità e un approccio proattivo, possono fornire un formidabile contributo alla costruzione di un rapporto di valore con i partner finanziari.

A conferma di ciò, la stessa Banca d’Italia ha reso “a portata di click”, per tutte le imprese, la possibilità di fruire senza soluzione di continuità dei dati CR.

Registrarsi al portale online della Centrale Rischi e sottoscrivere il relativo abbonamento, per ricevere ogni mese il documento PDF con i dati ufficiali relativi all’indebitamento finanziario della tua impresa, rappresenta il primo fondamentale passo per “prendersi cura” in piena consapevolezza della salute finanziaria aziendale.

Se poi desideri:

  • ottenere una elaborazione automatica e una rappresentazione semplificata dei dati CR
  • attivare un presidio stabile che ti avvisi in merito a criticità o errori
  • utilizzare lo stesso approccio e le stesse informazioni che le banche impiegano per valutare la tua impresa

MonitorCR rappresenta la soluzione più adatta.


Roberto Tarricone

Head of Marketing & Partnership

 

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